Stregata dai felini

L'impegno per scongiurare l'estinzione del leopardo asiatico


Allevatrice Albachiara con un Bengala

NOME: Luisa

COGNOME: Tonietto

VIVE A: Roseto degli Abruzzi

SEGNI PARTICOLARI: Pittrice

NOME D'ARTE: Albachiara

SOGNO: ottenere la caratteristica pancia bianca dei leopardi anche nei Bengala
CURIOSITA': in Giappone l'hanno soprannominata "Tessitrice di anime"
NUOVI ARRIVI: le gatte Cindy Lu dal Canada e Lil Mama dalla Russia

La pittrice Luisa Tonietto ha scelto anche uno slogan per i suoi gatti ibridi, ottenuti mediante l'incrocio tra un micio domestico e un leopardo asiatico: "La mia pelliccia è viva". Un felino del quale ogni anno vengono sterminati decine di migliaia di esemplari per commerciarne la pelliccia. «Se continueranno a cacciarlo tra pochi anni anche il leopardo asiatico entrerà nelle liste rosse degli animali ad elevato rischio di estinzione» esordisce l’artista-allevatrice bassanese. Tonietto è stata numerose volte nei paesi del Sud-Est Asiatico per capire le reali condizioni di tutela di questi leopardi, creando collaborazioni con associazioni di tutela della razza. In Valbrenta, nell’oasi che ha creato per i suoi ibridi, oltre ad allevare esemplari di gatti bengala, sta cercando di far conoscere il rischio di estinzione che corrono i leopardi. «Sono una pittrice. Non ho iniziato ad allevare queste affascinanti creature con uno scopo commerciale, ma perché l’esperienza dell’incontro con una madre di leopardo asiatico in Caucaso, che ho vissuto nel 2000, mi ha spinta a fare qualcosa per la salvaguardia di questi piccoli felini». I Bengala domestici, che Luisa Tonietto alleva con il marito fotografo Maurizio Filomeni e con le figlie Angelica e Anita, sono figli diretti, per una parte, dei felini asiatici ma la loro discendenza va classificata alla quarta, quinta generazione successiva. Hanno lo stesso mantello ma possiedono un carattere molto docile e socievole. «Solo quando le persone avranno capito questo, allora acquistare un gatto Bengala assumerà un altro significato. Sarà un impegno per far si che la biodiversità nel mondo venga rispettata».


Il gatto-leopardo

Sinuoso ed elegante, sguardo magnetico. Divo per natura. Congo, il gatto-celebrity che sta facendo innamorare gli amanti dei felini di mezzo mondo, somiglia in tutto e per tutto ad un mini-leopardo. Apparso sulle riviste di moda e riprodotto sulle stampe animalier di abiti e borse, è nato lungo le rive del Brenta, in un’oasi simile ad una mini foresta pluviale creata a Cismon del Grappa da un’estrosa pittrice bassanese, molto amata in Giappone e in America. Divenuto popolare grazie al suo splendido pelo maculato, Congo è il testimonial dei bengal cat italiani. Vive nella casa dello stilista Stefano Gabana, come mostrano le foto del suo profilo Instagram, in pendant con il divano leopardato. Esempio perfetto di mimetismo ereditato dal gatto leopardo asiatico “Prionailurus bengalensis”; animale entrato nella lista rossa delle specie minacciate. Scovare lungo le rive del Brenta, questi micioni dal passo elegante e con il mantello costellato di rosette, è quasi un’avventura per appassionati di safari. Attivi di giorno e di notte, I bengala sono abili arrampicatori, dormono sugli alberi o a terra ben mimetizzati tra le radici delle piante. Nuotano lungo il fiume, dove la loro allevatrice Luisa Tonietto, conosciuta con il nome d’arte Albachiara, ha creato per i suoi gatti ibridi un habitat umido, come quello del Sud Est Asiatico. Tutto cento per cento naturale per consentire agli animali di rivivere la loro vita ancestrale.

Cindy Lu Bengala of Khoomfay 


Sul Brenta
  il Regno dei        Bengal Cat



Dilaga la mania per i gatti Bengala, incrociati con il leopardo asiatico. La bassanese Luisa Tonietto è stata la prima ad importare e allevare la razza in Italia.

Una specie recente

Già popolare negli Stati Uniti e in alcuni paesi del Nord Europa, questa razza dalle origini recenti, oggi è ricercata anche in Italia. Per un bell’esemplare riproduttore i prezzi possono raggiungere anche qualche migliaia di euro. E le prenotazioni per avere un mini-leopardo casalingo, dal carattere dolce e tranquillo, non mancano neppure nel Vicentino. I mici allevati da Luisa Tonietto che è stata la prima ad importare i Bengala dai più importanti allevamenti del mondo e, nel contempo, ha iniziato un programma di selezione serio e riconosciuto nella sua Khoomfay Oasi alle porte di Bassano del Grappa, sono distanti almeno quattro generazioni dal leopardo asiatico selvatico. Il gatto Bengala non è infatti un gatto comune ma un ibrido. Il leopardo con cui si ottiene in realtà non è molto grande, arriva a pesare 6-7 chili ed ha caratteristiche genetiche che combaciano alla perfezione con quelle di un micio. Pertanto gli accoppiamenti  avvengono in modo molto naturale e senza forzature.

Tonietto alleva i suoi gatti soprattutto per passione. Una dedizione nata dopo essere stata catturata dallo sguardo di quella che, in un libro che sta scrivendo, descrive come «una delle creature più affascinanti mai viste nella mia vita». «Faccio la restauratrice e al tempo stavo lavorando ad alcuni antichi affreschi di una dinastia reale nel cuore del Caucaso orientale, a 2400 metri di altitudine. Nella piccola chiesa bizantina dove mi trovavo ho incontrato Eva, un bellissimo esemplare di “Prionailurus bengalensis”, il gatto leopardo asiatico, con due cuccioli. Fu lei a scegliere me. Io non mi avvicinai mai a lei e ai suoi piccoli nascosti in una sagrestia. Fu come vivere una favola. Tra noi solo lunghi sguardi pieni di emozioni e silenzi. Soltanto ammirazione e ritmi condivisi».

Una fiaba che si è trasformata in una straordinaria avventura, per la restauratrice-pittrice bassanese. In un progetto per la selezione in Italia di questo gatto ibrido, il Bengala, contribuendo a diminuire la voglia dell’animale esotico in casa a tutti i costi che alimenta commerci illegali. E nel contempo avviando un processo di salvaguardia del leopardo asiatico vicino all’estinzione. «Allevo i miei gatti con rispetto per la natura e collaboro attivamente con le associazioni per la tutela del leopardo asiatico che si trovano nei luoghi più esposti al bracconaggio e al commercio di cuccioli in Malesia, Thailandia, Bangladesh e India». «Scegliere un Bengala - conclude – significa convivere con un gatto sociale ed affettuoso aiutando, nel contempo, a sostenere le associazioni che ogni giorno lottano in Asia per salvaguardare le dodici sottospecie del leopardo asiatico ancora esistenti».

(di Luisa Dissegna - Fotografia Maurizio Filomeni)
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