I guru del Gatto Bengala sono due aristi

Khoomfay


Di: Luca Gentile (Collaboratore)

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Parole: 956


di Alessio Pizzuto
30-05-2022
Il gatto bengala è un ibrido ottenuto incrociando un piccolo leopardo asiatico ed un gatto. Il risultato è un essere straordinariamente affascinante e docile, un gatto a tutti gli effetti, ma maculato. Un eccezione della natura, e per ottenere gli esemplari più spettacolari serve una selezione metodica sapiente e professionale. Solo due persone in Italia sono in grado di ottenere i migliori esemplari al mondo e per questo sono conosciuti come i guru del gatto bengala.

Lui è un fotografo programmatore  di lunga esperienza, lei un artista riconosciuta nel mondo per le sue opere pittoriche. Hanno scelto di vivere all'interno di una piccola riserva naturale dell'Abruzzo, per poter continuare, oltre al proprio lavoro, anche la passione per questa razza felina alquanto esclusiva e rara.
Sono stati i primi a portare in Italia questo tipo di felino, dopo che Luisa Albachiara Tonietto era stata in un viaggio di lavoro nelle immense foreste del Caucaso e dove propio lì ha visto per la prima volta un esemplare femmina di leopardo asiatico.

La sua, è una storia affascinante, quasi la trama di un film, tanto da incuriosire appassionati ed estimatori della moda leopardata nel mondo.
Albachiara si trovava all'interno di una chiesetta bizantina dove si era recata su richiesta del Principe Alain Murat e della Moglie Vèronique de Chabot Tramecourt per analizzare degli antichi affreschi della famiglia Reale Georgiana dei Dadiani, eredi di Napoleone Bonaparte.

L'artista racconta di un luogo magico, immerso nelle montagne caucasiche dove erano presenti queste chiese bizantine con affreschi rappresentanti questa antica famiglia che fece costruire le chiese conquistando la riconoscenza degli abitanti che ancora al giorno d'oggi stimano e seguono i Dadiani come governanti morali dell'antica  regione del Samegrelo, in Georgia.

Era un giorno di pioggia, quando dalla porta semi aperta della piccola chiesa, entrò una femmina di leopardo asiatico, mentre sorreggeva un cucciolo che stava portando in luogo asciutto e riparato.
Si infilò nella piccola sagrestia, dove aveva già portato precedentemente un altro cucciolo.

Per l'artista fu un fatto talmente emozionante e miracoloso, dato che il leopardo asiatico è un animale che non si fa vedere molto facilmente dagli umani, che ne rimase folgorata, e da lì iniziò a dedicare la sua vita, prima ai piccoli felini selvatici, e poi al gatto bengala, che tuttora alleva in Abruzzo.

Innamorata perdutamente di questo gatto maculato, ha fatto arrivare i primi esemplari dall'America per poi iniziare un lavoro di selezione.

Sono passati venti lunghi anni.

Vent'anni di lavoro, vent'anni di profonda conoscenza della razza del bengala e del suo progenitore Prionailurus Bengalensis che l'artista ha incontrato e studiato anche in altri paesi asiatici.

Poliedrica e quasi onnisciente, l'artista vive nella semplicità assieme alla sua grande famiglia felina, non ama i riflettori, nonostante sia molto conosciuta e ricercata da vip e attori per la sua fama e i suoi esemplari. 

Lei è la classica Artista a tutto tondo, che ci affascina per il suo modo di concepire ciò che ha intorno e per come riesce a parlare con i suoi leopardi.
Lei parla, li chiama, e loro le rispondono...

Mentre noi, in questo mix di magia e mistero, rimaniamo sopraffatti da questo mondo che solo un artista può riuscire a creare.

Li conosce uno ad uno per nome , per carattere, per linguaggio e riesce a comunicare con loro mettendoli a proprio agio quando per qualche motivo si trovano a disagio, per esempio mentre ci siamo noi, estranei nel loro territorio.

L'artista ci racconta come effettua la scelta degli esemplari da incrociare, fondendo caratteristiche fisiche e caratteriali, come se stesse creando una vera opera d'arte, e il risultato è straordinario.

Esseri di una bellezza estrema, dolci e coccoloni, intelligenti e coinvolgenti.  Il mondo di Albachiara è un mondo magico, come il nome del suo allevamento: khoomfay, che in lingua Thai significa "Fate del cielo"

Albachiara è molto discreta e non ama farsi chiamare "guru", ma ciò che è lo dimostra con la grande padronanza che ha assieme ai suoi leopardi, che sono tra le più belle opere d'arte mai viste  da noi finora.

E' oramai certo che il personaggio, la sua immensa conoscenza e la sua storia, non possono che collocare Tonietto Luisa Albachiara tra i massimi esperti mondiali di questa razza maculata, il gatto bengala.

fonte: https://newsroom.notiziabile.it/newsroom/leggi/i-guru-del-gatto-bengala-sono-due-artisti.html
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