L'impegno di Luisa Tonietto per scongiurare il rischio di estinzione per i leopardi asiatici
"Ottenere la caratteristica pancia bianca dei leopardi anche nei Bengala"
La pittrice Luisa Tonietto ha scelto anche uno slogan per i suoi gatti ibridi, ottenuti mediante l'incrocio tra un micio domestico e un leopardo asiatico: "La mia pelliccia è viva". Un felino del quale ogni anno vengono sterminati decine di migliaia di esemplari per commerciarne la pelliccia. «Se continueranno a cacciarlo tra pochi anni anche il leopardo asiatico entrerà nelle liste rosse degli animali ad elevato rischio di estinzione».
Tonietto è stata numerose volte nei Paesi del Sud-Est Asiatico per capire le reali condizioni di tutela di questi leopardi, creando collaborazioni con associazioni di tutela della razza. In Valbrenta, nell'oasi che ha creato per i suoi ibridi, cerca di far conoscere il rischio di estinzione che corrono i leopardi.
I Bengala domestici sono figli diretti dei felini asiatici, ma la loro discendenza va classificata alla quarta o quinta generazione successiva. Hanno lo stesso mantello ma possiedono un carattere molto docile e socievole. «Solo quando le persone avranno capito questo, allora acquistare un gatto Bengala assumerà un altro significato».
Sinuoso ed elegante, sguardo magnetico. Congo, il gatto-celebrity nato lungo le rive del Brenta, vive ora nella casa dello stilista Stefano Gabbana. È l'esempio perfetto di mimetismo ereditato dal "Prionailurus bengalensis".
Selezionato negli anni '60 da una genetista americana, il Bengala è stato oggetto di studi presso l'università della California sul virus della leucemia felina.